Questo articolo sul trust successorio è tratto da una pubblicazione a firma del dott. Marco Zoppi apparsa su www.familyofficer.it  – il sito ufficiale dell’ Associazione Italiana Family Officer – nell’ambito del rapporto di collaborazione tra AIFO e  Global Capital Trust, che vede la trust company elvetica come affiliato executive e partner scientifico dell’Associazione. La collaborazione ha il preciso obiettivo di favorire la diffusione dell’istituto del trust, approfondendone la conoscenza quale strumento giuridico molto efficiente per l’organizzazione successoria e la protezione dei beni di famiglia.

Trust: cos’è, soggetti e tratti salienti

Si tratta di un atto giuridico unilaterale con il quale viene istituito un vincolo di destinazione; più dettagliatamente con un trust il Disponente (o settlor) conferisce dei beni (che possono essere mobili o immobili, nel qual caso si parla di trust immobiliare) segregandoli nel trust in favore di determinati Beneficiari.  I beni conferiti in trust vengono gestiti dal Trustee nell’interesse dei Beneficiari, guidato dalle disposizioni del Regolamento del trust (stilato dal Trustee unitamente al Cliente). In questo modo si riescono a prevedere e regolare tutte le esigenze gestorie e a garantire con tempi e modi precisi la successione dei beni e la loro ordinata trasmissione ai soggetti Beneficiari.

Qual è la funzione principale del trust

La principale funzione del trust consiste nella segregazione del bene che vi viene conferito.  A seguito della segregazione di beni in trust, questi escono dal patrimonio personale del Disponente. Conseguenza ne è l’impignorabilità da parte di futuri creditori tanto del Disponente che dei Beneficiari.

Il trust come strumento di protezione dai rischi d’impresa

Diversamente dai rischi più o meno prevedibili che l’impresa assume su di se e che riesce a controllare con la gestione del bilancio, ci sono dei rischi che risultano difficilmente prevedibili o che richiederebbero, per la potenziale copertura, l’accantonamento di riserve ingenti.

In tali situazioni, specie in quelle di sbilanciamento del rischio creditizio che caratterizza tante imprese italiane, la soluzione può essere offerta proprio dal trust. Questa potenziale debolezza vine neutralizzata con un preventivo ed oculato uso del trust che, mediante la caratteristica segregativa, consente lo spossessamento da parte dell’imprenditore di beni ben definiti e la loro destinazione a favore degli eredi.

La scelta di conferire in trust dei beni da parte di un imprenditore, concretizzando nella segregazione un vero e proprio spossessamento con fuoriuscita dal patrimonio personale,  lo metterà nella condizione di proteggere gli stessi beni dai futuri potenziali creditori, destinandoli ai propri cari, ecco perché si parla di trust successorio.

Come costituire un trust solido e “su misura”

 Non a caso abbiamo parlato di “futuri potenziali creditori”, poiché requisito di un trust familiare solido ed efficace è  la sua costituzione “in bonis”, ossia non allo scopo di sottrarre beni dalle giuste ed attuali pretese creditorie. Nel caso contrario il trust potrebbe essere dichiarato nullo perché costituito a fini elusivi.

Per poter spiegare al meglio tutti i suoi effetti positivi, un trust di famiglia deve essere “cucito su misura” in base alle esigenze del cliente. In sostanza, è la reale situazione, diversa di volta in volta, a determinare l’adozione delle misure più adatte a garantire che il trust sia sicuro, correttamente funzionante e duraturo nel tempo.

Trust di famiglia e trust immobiliare vantaggi fiscali e non solo

Il trust di famiglia – ed in particolare il trust immobiliare – oltre ad offrire le importanti protezioni patrimoniali di cui abbiamo discusso, è in grado di offrire ai beneficiari interessanti vantaggi fiscali, proponendosi in tal modo come valido strumento per la pianificazione fiscale successoria.

In Italia conferire un bene in trust comporta il pagamento delle imposte di successione, donazione e catastali, in vigore al momento del conferimento. Ciò con grande vantaggio rispetto alla pressione fiscale prevista nel resto del mondo.

Va inoltre ricordato che il trust è uno strumento idoneo alla soddisfazione dei “futuri bisogni della famiglia”, anche quando la stessa sia una famiglia di fatto. Contrariamente a quanto accade per il fondo patrimoniale, che può essere costituito tra soli coniugi, per la costituzione di un trust non vige questa limitazione.

Esempi concreti di beneficio fiscale del trust successorio

Per il nostro esempio analizziamo il caso della successione diretta tra padre e figli.

In questo esempio l’imposta di successione sarà del 4% sul valore dei beni in successione (se si tratta di immobili si considera il valore catastale). Rispetto a questo valore si potrà dedurre una franchigia pari ad un milione di euro per beneficiario (a riguardo va certamente sottolineato il dato statistico fornito da Il Sole 24 Ore, secondo il quale l’86% delle successioni immobiliari in Italia è compreso nel tetto massimo di franchigia).

Al momento il quadro fiscale è decisamente favorevole rispetto agli altri paesi, ma abbiamo ragione di ritenere, anche in virtù di diverse note governative, che presto le imposte possano essere aumentate, con l’obiettivo di parificarle alla media europea.

Per quanto abbiamo esposto, dati i benefici fiscali del trust, al Disponente è dato il vantaggio di garantirsi un passaggio successorio alle condizioni fiscali attuali. Per quanto invece riguarda i Beneficiari, questi nel momento in cui entreranno in possesso dei beni conferiti in trust, non dovranno pagare più nessuna imposta, e ciò anche nell’eventualità in cui l’imposta successoria sia nel frattempo aumentata.

La leva fiscale di cui stiamo parlando, potrebbe essere ottenuta anche nel caso in cui si proceda con una donazione diretta dei beni agli eredi. In questo caso però non si potrebbero inserire le specifiche disposizioni su tempi e modi del passaggio, che invece costituiscono il nucleo, la struttura portante del trust e che sono contenuti nel regolamento predisposto dal Disponente. Solo il trust, infatti, con le proprie peculiarità funzionali, riesce ad offrire oltre ai vantaggi fiscali detti, anche una trasmissione ordinata dei beni e la loro corretta gestione nel tempo.

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