La legge 112 del 2016 conosciuta come “Dopo di noi” rappresenta un nuovo strumento rivolto alle famiglie che annoverano, al loro interno, parenti con gravi livelli di disabilità. La norma nasce allo scopo di favorire il mantenimento della più alta qualità della vita possibile dei disabili, anche dopo la scomparsa di quei parenti che si sono occupati di loro durante tutta la vita.

L’obiettivo della legge risiede nel promuovere modelli innovativi e sostenibili per la gestione dei soggetti più deboli, stimolando gli attori coinvolti a unire, in maniera sinergica, competenze e professionalità, allo scopo di attuare un progetto di vita che possa garantire al disabile un’adeguata assistenza nel tempo: ecco il senso del trust dopo di noi!

Per poter realizzare questo progetto, per la prima volta nell’ordinamento giuridico italiano, viene individuato l’ istituto del trust come uno degli strumenti attuativi della norma. Allo scopo di interpretare la legge nella sua essenza, l’ istituto del trust può essere utilizzato in maniera più efficace attraverso la forma del “pool trust”.

Il Pool Trust, il nuovo strumento ideato da Marco Zoppi

Il “pool trust” rappresenta un trust complesso, all’interno del quale più soggetti che hanno interessi comuni, si uniscono per creare un contenitore che ha come scopo l’ attuazione di un programma mutualistico realizzato attraverso la condivisione di risorse e soluzioni.

Il pool trust è un’idea sviluppata da Marco Zoppi e nasce dall’ esperienza maturata attraverso gli stretti rapporti intercorsi con le associazioni delle famiglie dei disabili e dall’ approfondito studio dalla legge sul “dopo di noi”. La norma 112 del 2016 promuove infatti la partecipazione congiunta di famiglie, fondazioni, associazioni e enti pubblici in strutture professionali terze, dedicate in maniera programmatica, alla gestione finanziaria e organizzativa a favore dei disabili.

Il “pool trust” è una struttura a comparti (vedi schema seguente), composta da diversi Disponenti non eterogenei che esprimono altrettanti rispettivi Beneficiari.
Tutti i soggetti partecipanti demandano la gestione programmatica, secondo il loro desiderata, al pool trust sia in maniera soggettiva che collettiva, allo scopo di mutuare i bisogni dei beneficiari condividendo le soluzioni e le risorse tra più soggetti.
Lo scopo principale di questa struttura, risiede nel poter offrire maggiore capacità di reperimento delle risorse, rispetto alle soluzioni tradizionali, con l’obbiettivo di aumentare il grado di sostenibilità del progetto nel tempo.

A nostro avviso le fondazioni e le associazioni, grazie alla presenza sul territorio, allo stretto rapporto con le famiglie e al loro alto grado di competenza tecnica in materia di disabilità, sono i soggetti più qualificati ad individuare i gruppi di famiglie potenzialmente più sinergiche nei progetti di “pool trust”.

Il “pool trust” sarà disegnato in maniera tale da riuscire ad intercettare il maggior numero di finanziamenti possibili, in particolar modo quelli previsti dalla legge “Dopo di noi”. A questo scopo il coinvolgimento delle istituzioni che potranno partecipare nel con il ruolo di terzo apportatore, sarà assolutamente strategico per la realizzazione di progetti ad esempio di cohousing.

Marco Zoppi presenta il Pool Trust per il “Dopo di Noi” presso la Fondazione Santa Caterina di Imola

Esempio di Pool Trust per il Dopo di Noi

Tre soggetti non omogenei

  • un soggetto disabile con famiglia benestante
  • un soggetto disabile grave senza famiglia
  • un terzo apportatore: comune, provincia o regione

Tutti i soggetti indicati partecipano al pool trust non pesando economicamente gli uni su gli altri, al contrario sono messi nelle migliori condizioni per collaborare, con pari dignità, all’ amministrazione dell’ immobile messo a disposizione dall’ ente pubblico che sarà ristrutturato e gestito grazie ai finanziamenti previsti dal “dopo di noi”.

1° DISPONENTE La famiglia benestante Disponente scriverà un regolamento atto a gestire i beni conferiti nel pool trust con lo scopo di mantenere nel tempo tutti i servizi ai quali il suo Beneficiario è stato da sempre abituato. Collaborerà inoltre alla gestione dell’immobile in cohousing e in caso di premorienza del Beneficiario il Disponente potrà decidere di lasciare parte degli asset nel “pool trust” a favore del soggetto senza famiglia.

2° DISPONENTE l’amministratore di sostegno deI disabile senza famiglia disporrà nel trust i flussi di finanziamento che attualmente riceve per il suo Beneficiario. Sarà in oltre, grazie alla partecipazione al progetto, messo nelle migliori condizioni per poter intercettare i finanziamenti previsti dalla legge “dopo di noi” per i programmi di coabitazione. Tutto questo metterà il soggetto debole nella condizione di partecipare al “pool trust” in una posizione di pari dignità. La sostenibilità nel tempo delle esigenze del soggetto senza famiglia sarà quindi favorita sia dal nuovo finanziamento del “dopo di noi” sia dalla eventuale lascito previsto dal Disponente del soggetto benestante.

3° APPORTATORE l’amministrazione locale (comune, provincia o regione) conferirà nel trust l’ immobile allo scopo di realizzare il progetto di cohousing.
Il terzo apportatore avrà la facoltà di poter conferire beni in trust senza però avere i poteri tipici del Disponente come ad esempio il power of advance o la possibilità di modificare il regolamento.

Il successo del “pool trust” nel “dopo di noi” dipenderà essenzialmente da come tutti i soggetti coinvolti riusciranno a comprendere e interpretare, tutte le opportunità offerte da questo innovativo strumento giuridico.

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