Pareri

In questa sezione sono disponibili una serie di pareri resi da Marco M. Zoppi, o da consulenti del team di Global Capital Trust, su quesiti inerenti l’istituto del Trust ed altri temi di fiscalità internazionale.

Desidero innanzitutto soffermarmi sull’importanza del fenomeno del passaggio generazionale in Italia introducendo alcuni numeri riferiti alla presenza delle PMI nel nostro Paese.
Nel 2011 i 4.422.482 di PMI in Italia costituivano il 99,92% delle imprese e occupavano quasi 17 milioni di persone, circa il 70% della forza lavoro (Istat 2011).
Il business model prevalente e rappresentato da un impresa familiare in cui la maggior parte del processo decisionale è in capo all’imprenditore fondatore. I dati offrono una puntuale analisi di questi imprenditori. Gli over 60, che si trovano quindi già nel pieno della problematica del passaggio generazionale, ricoprono cariche al vertice nel 53% delle aziende. Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico ogni anno circa 80.000 imprenditori affrontano la successione in azienda. Continua a leggere

Desidero trattare questo argomento perché nel 2014 abbiamo concluso un importante accordo di collaborazione per la strutturazione e gestione di trust di tipo “stand by” in italiano dormienti.
L’accordo e molto prestigioso per la nostra company in quanto firmato con il più grosso broker assicurativo di Hong Kong di Prudential la Wizard,
che vanta al suo attivo più di 15.000 polizze costituite nel 2015.
Questo parere nasce direttamente dalla nostra esperienza internazionale nell’ utilizzo del trust unito alle le polizze vita.

“Stand by tust” & assicurazione vita

Lo “stand by trust” è una tipologia di trust che vede la combinazione tra il trust e l’assicurazione vita, offrendo importanti vantaggi nella pianificazione successoria a livello di ordinata gestione, protezione dei beni conferiti e ottimizzazione fiscale.
Lo “stand by trust” è una struttura non attiva (dormiente) che funge come policy holder e/o beneficiario dell’assicurazione vita.
Lo “stand by trust” verrà attivato, diventando un trust a tutti gli effetti, solo al momento in cui gli verrà corrisposto, in quanto beneficiario della polizza, il capitale dell’assicurazione che diverrà da quel momento il fondo in trust. Continua a leggere

Il trust “dopo di noi” è un nuovo strumento giuridico atto a salvaguardare il patrimonio destinato a persone con disabilità gravi. La legge prevede diverse agevolazioni fiscali sia nel conferimento dei beni, sia nella la detrazione delle le spese sostenute per la costituzione e la gestione dello strumento, oltre, ad offrire l’opportunità di accedere al fondo di 50 ml di euro messo a disposizione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Il dispositivo

Martedì 14 giugno 2016 è stata approvata in maniera definitiva alla Camera con 312 voti a favore, 64 contrari e 26 astenuti, la legge “dopo di noi”
Il trust “dopo di noi” prevede la destinazione di beni mobiliari o immobiliari da parte di un familiare o di altri soggetti a vantaggio di uno o più beneficiari gravemente disabili, con lo scopo, attraverso l’ amministrazione di un trustee, di realizzare un programma su misura alle esigenze del disabile garantendo la migliore qualità di vita possibile.
A questo proposito l’ articolo 1 del testo cita che la norma: “è volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità”.

Per la prima volta una legge dello Stato individua e riconosce specifiche tutele per i disabili anche dopo il delicato momento della successione, che genera di fatto la perdita dei quei parenti che fino ad allora si erano occupati del sostegno.
La legge “dopo di noi” riconosce e individua nel trust l’istituto giuridico a cui demandare i compiti seguenti: Continua a leggere

Qualunque bene o diritto può essere trasferito in trust, di conseguenza anche le opere d’arte possono essere annoverate tra i beni di un trust.

Comprare o vendere un’opera d’arte significa anche valutare con attenzione le norme dettate dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio che possono prevedere, in particolari situazioni, vincoli che dovranno essere espressi nell’atto di notifica.

Proteggere un’opera d’arte mediante l’utilizzo del trust significa tutelarne il valore e preservarlo da eventuali future aggressioni, ottimizzando la fiscalità. Continua a leggere

Il conferimento di proprietà immobiliari in trust viene utilizzato allo scopo di concentrare e gestire in maniera ordinata la successione, proteggere i beni da futuri potenziali creditori e ottimizzare la fiscalità successoria nel pieno rispetto delle leggi in Italia.

In ambito successorio il trust é molto utile nella gestione di successioni famigliari articolate, allo scopo anche di mantenere il patrimonio immobiliare della famiglia unito nel tempo. La tutela della residenza di figli minori in circostanza di separazione o divorzio e la garanzia della residenza a soggetti famigliari deboli sono tra i motivi più comuni per l’utilizzo di questo strumento nell’ambito famigliare.

Nel trust immobiliare il Settlor conferisce la piena proprietà o la nuda proprietà dell’immobile.

Il trust immobiliare, mette nelle migliori condizioni il Settlor e i Beneficiari di poter utilizzare l’immobile senza averne il possesso grazie al potere segregativo.

L’immobile conferito infatti può essere dato in usufrutto, affittato o venduto a secondo delle regole stabilite nel Trust Deed.
Futuri creditori non saranno nelle condizioni di aggredire i beni conferiti nel trust in quanto non facenti più parte del regime patrimoniale del Settlor e non ancora presenti in quello dei Beneficiari.

Conferimento di un bene immobile in trust

Il bene immobile può essere conferito in trust attraverso:

  • a) trasferimento della piena proprietà al trustee
  • b) trasferimento della nuda proprietà al trustee ritenendosi il Settlor l’usufrutto
  • c) trasferimento della nuda proprietà al trustee ritenendosi il Settlor il diritto di abitazione

Le differenze sono, qualora si opti per l’ipotesi a) sarà il trustee a dichiarare nella propria dichiarazione dei redditi del trust il bene immobile e pagare le imposte dovute.
Qualora si verta nell’ipotesi b) e c) continuerà il Settlor a dichiararle nella propria dichiarazione dei redditi in quanto tali diritti reali restano in capo ai fini dichiarativi a chi ne è il titolare.

Va infine considerato che il trust essendo uno strumento di protezione, qualora il Settlor ritenga per se il diritto di usufrutto nel caso sopravvengano debiti sarà aggredibile dai creditori, mentre con il diritto di abitazione no.

Alla luce di queste osservazioni riteniamo di suggerire l’ipotesi con diritto di abitazione.

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Come trust company non residente in Italia ci è stato ultimamente richiesto un parere sintetico sulla fiscalità di un trust non residente in caso di conferimento di beni liquidi mantenuti in istituti esteri e regolarizzati attraverso la recente voluntary disclosure.

Allo scopo di garantire un corretto advisor fiscale sulla struttura trust richiesta, abbiamo dovuto compiere un’analisi approfondita che va oltre le leggi vigenti in materia, ed enunciate nella convenzione dell’Aja del 1 luglio 1985, ratificata in Italia con la legge del 16 ottobre.

Riteniamo fondamentale analizzare in maniera dettagliata sia le interpretazioni delle leggi fatte dall’Agenzia dell’Entrate, attraverso le numerose circolari emesse a riguardo, che la conseguente giurisprudenza.
L’esperienza derivante da questa costante analisi si è dimostrata essenziale per costituire
trust ineccepibili e solidi. Continua a leggere

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